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Torre de Bosis
Dicevano i vecchi di Portonovo che la Torre era stata "individuata" dal poeta anconetano Adolfo de Bosis (1863- 1924) che usava trascorrere le sue vacanze estive sul Monte Conero. Di lassù scese sulla spiaggia di Portonovo, scoprì la Torre che si ergeva isolata sul promontorio e la ottenne in locazione dalle autorità demaniali di Ancona. E nella Torre scrisse parecchie delle liriche che appaiono nella raccolta di poesie IL CONVITO, a cui collaborarono DAnnunzio, Pascoli, Carducci, Sartorio, Scarfoglio ed altri autori. Certamente alla Torre e in parte sul Monte Conero dove soggiornava in un casolare di proprietà dei Carafa dAndria, de Bosis scrisse lInno al Mare ripubblicato recentemente grazie alliniziativa dellAssociazione Culturale LA GINESTRA, facente capo ai Proff. Bartolucci e Cianforlini. La Torre, in completo stato di abbandono, venne acquistata dalla famiglia de Bosis dopo una precedente sdemanializzazione e divenne labitazione estiva del figlio di Adolfo, Lauro, che cadde nel 1931 durante la resistenza antifascista compiendo un volo, come atto di opposizione politica, su Roma, nel corso del quale lancio 400.000 manifestini contenenti un appello al Re e al popolo italiano, denunciando il regime liberticida che avrebbe portato lItalia poco dopo alla guerra e alla rovina. Per lorigine della Torre di Portonovo, un cenno merita naturalmente Clemente XI Albani, papa marchigiano dUrbino a cui tocco di difendere gli interessi della Santa Sede negli anni difficili della guerra di successione spagnola e dopo il Trattato di Utrecht. Fu anche fiero avversario del movimento giansenista contro il quale lancio la Bolla "Unigenitus" (1718) seguita dalla "Pastoralis" (1718). La Torre venne edificata sul Monte Calcagno nel 1716 per suo ordine su modello medievale a pianta quadrata con barbacane in pietra del luogo e facciate in laterizio. Ma un disegno autografo di Leonardo da Vinci, di un progetto di fortificazione, ce ne da una immagine quasi identica. E una possente costruzione dotata di feritoie, di sedili in muratura per le sentinelle di guardia, di mura dallaspetto inespugnabile, piccole finestre a partire dal primo piano. Lintero terrazzo a capriate e sorretto da una trave di quercia, consentiva da quellaltezza una panoramica totale sui golfi di Portonovo, prezioso punto di avvistamento di navi nemiche. Il terrazzo poggia su beccatelli. Ledificio consta di tre piani: al piano terra si trova landrone, con soffitto a volta in laterizio, che era il corpo di guardia dei soldati pontifici. Sono ancora visibili i nidi dei piccioni viaggiatori, in alto sul muro interno di facciata. Lo stemma di Papa Albani con sottostante lapide con dicitura "Clemens XI Extrui iussit 1716" e leggibile sulla facciata della Torre. La casetta accanto e opera del nostro secolo, costruita nel 1915. Durante lultima guerra ospito un plotone di soldati della difesa costiera collegato con altri reparti di stanza presso la chiesa, il Monte dei Corvi e Numana. Attualmente e sede dellAssociazione Adolfo e Lauro de Bosis che vi ha tenuto e vi tiene incontri rievocativi della produzione artistica, letteraria marchigiana, sulla resistenza antifascista, presentazione di volumi e conferenze, attivita musicali. La Torre continua ad essere di proprietà della famiglia Cortese de Bosis ed e stata restaurata negli anni scorsi dagli attuali proprietari.
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