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Fortino napoleonico
Il Fortino napoleonico fu fondato attorno al 1810. Il Vicerè dItalia, figliastro di Napoleone Imperatore e Re dItalia e perciò zio del futuro Napoleone III, era uno dei tanti familiari di Napoleone al quale era stata affidata la strategia politica dellImpero; il Regno di Napoli al fratello Giuseppe, la Westfalia al fratello Gerolamo, lOlanda al fratello Luigi, poi la Spagna a Giuseppe, sostituito da Murat a Napoli. Napoleone stesso aveva definito Ancona: "base preziosa per assicurare alla Francia il dominio dellAdriatico e le vie despansione verso oriente". Ed Eugenio Beauharnais, come gli altri regnanti delletà napoleonica, ricevette istruzioni dallimperatore di applicare strettamente le norme del blocco continentale contro lInghilterra, deciso dallImperatore a Berlino dopo la sua vittoria sulla Prussia nel 1806. Il forte di Portonovo doveva entrare a far parte di un sistema terrestre navale di fortificazioni per controllare lAdriatico e il Mediterraneo, diretto a impedire lo sbarco di merci provenienti dallInghilterra o comunque di navi straniere che avevano toccato porti inglesi. Ma la scelta di Portonovo rispondeva naturalmente ad altri scopi tattici. Il primo, quello di difesa della piazzaforte di Ancona da sud per prevenire sbarchi di truppe britanniche o alleate allInghilterra; il secondo quello di impedire alle navi inglesi che incrociavano nellAdriatico alla caccia di vascelli francesi o del Regno dItalia, di approvvigionarsi presso la fonte di Portonovo, situata a circa 200 metri dalla baia dove sorge il Fortino. E noto infatti che squadre navali britanniche, alcune delle quali avevano probabilmente partecipato tre anni prima alla battaglia di Trafalgar, erano ormeggiate nelle basi delle isole Ionie da cui si spingevano nellalto e medio Adriatico. E certamente queste squadre avevano anche il compito di controllare il traffico tra Ancona e la Dalmazia, acquisita da Napoleone pochi anni prima con la vittoria di Austerlitz, poi inclusa nelle "Provincie Illiriche". Se questo è il contesto storico nel quale sorge il fortino, veniamo ora alle sue caratteristiche architettoniche e difensive. Edificato, sembra, utilizzando parte delle pietre dellantico monastero adiacente a S. Maria di Portonovo, secondo gli esperti il fortino costituisce un esempio classico di architettura militare francese, ripreso pero dai disegni del nostro grande Francesco di Giorgio Martini e forse anche da opere militari di Leonardo da Vinci. Consta di bastioni rotondeggianti, situati sulla spiaggia a nord di Monte Calcagno, su cui si erige la Torre Clementina proprio sullestremità della baia del Trave, che si protende dirimpetto al Fortino dalla spiaggia sottostante il Monte dei Corvi. Tali bastioni sui quali venivano posizionate batterie di cannoni, contenevano allinterno delle casematte che servivano da caserme e depositi di munizioni e viveri. Al centro del semicerchio costituito dalle casematte vi era un cortile in mezzo al quale sorgeva il posto di comando, forse realizzato in parte con il materiale di recupero di un tempio romano. Secondo gli storici la guarnigione era costituita da circa 600 soldati dellesercito del Regno Italico. Non si ha nozione di fatti darme importanti che abbiano avuto luogo negli anni dopo la costruzione del forte fino alla caduta dellImpero napoleonico. Successivamente al 1815 il forte fu reintegrato nello Stato Pontificio e dopo la battaglia di Castelfidardo (1860) entro a far parte del demanio dello Stato Italiano. Cadde in rovina: unaquila imperiale, in pietra del Conero, che lo sormontava, emblema di Napoleone, e stata distrutta, vittima di vandalismo. Il fortino negli anni 1960 e stato completamente restaurato con pieno rispetto delle sue strutture originarie.
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